Giuliano Bignasca è stato (ancora una volta) condannato per reati penali. Chi fosse interessato ai dettagli li può trovare su Ticinonews, Ticinolibero o Ticinoline.
Nei tre articolo si legge che il Giudice ha voluto precisare la sua neutralità, l'assenza di motivazioni politiche, la prevalenza di considerazioni giuridiche e il carattere "mite" della condanna.
Non ho alcun dubbio che le cose stiano così. Eppure mi chiedo se queste precisazioni servano alla Giustizia e all'autorevolezza del Giudice.
Ho imparato che "Excusatio non petita, accusatio manifesta" (una scusa non richiesta può diventare un'autoaccusa). Io non avrei precisato niente.
Quasi ogni anno ha il suo tormentone estivo: una canzone orecchiabile, un modo di dire, una notizia o un susseguirsi di notizie attorno alle quali si scatena la curiosità (talvolta morbosa) dei lettori.
In Ticino, il tormentone di quest'anno sembra resistere al susseguirsi delle stagioni.
Partito a febbraio, ad aprile sembrava potersi risolvere bonalmente. Ma poi, ad inizio luglio ecco il colpo di scena: il Consiglio di Stato non esclude azioni legali per recuperare documenti di proprietà dello Stato eventualmente contenuti nei 1'400 scatoloni di documenti portati a casa (nel corso di 12 anni) da Marina Masoni.
I pareri su questo tormentone sono divergenti.
C'è chi (qui) ritiene che in quelle scatole ci siano gli elementi per "fare chiarezza in diversi ambiti" e, in particolare sui dossier degli aiuti pubblici agli impianti di risalita o dell'Azienda elettrica ticinese.
Altri é invece dell'avviso che si tratti solo di una "lite in famiglia" (qui) che costa soldi ai cittadini ma potrebbe giovare a chi specula sulle disavventure degli avversari.
L'interessata attende serena e affida le puntualizzazioni al legale di famiglia.
E intanto (anche senza apparire) resta tra i protagonisti della politica ticinese. E se un giorno dovesse decidere di ritornare sulla scena potrà ringraziare chi (amici ed avversari) ha tenuto viva la memoria delle sue indiscusse (*) capacità.
(*) sulle capacità politiche e professionali di Marina Masoni i pareri sono quasi unanimi. Il giudizio diverge sulle idee e sulle proposte. Le prime rientrano nella sfera dei fatti. Le seconde in quella delle opinioni.
Tele Ticino, Radio Fiume Ticino e Radio 3iii hanno ricevuto dal DATEC la concessione che assicura la continuità del loro lavoro per i prossimi anni.
Con la concessione, queste emittenti ricevono il compito di realizzare "un servizio pubblico a livello regionale attraverso un'informazione completa sulla realtà politica, economica e sociale che contribuisca a sviluppare la vita culturale nella zona di copertura".
Per questo la concessione concede "un accesso privilegiato alle infrastrutture tecniche di diffusione (frequenze OUC o reti via cavo)" e una quota dei proventi dei canoni di ricezione. Si tratta di un importo di circa 49,8 milioni di franchi (pari al 4 per cento degli introiti dei canoni di ricezione) dei quali 31,4 milioni di franchi saranno versati alle 13 emittenti televisive regionali. La rimanenza (18.4 mio) andrà a 12 stazioni radio attive in regioni di montagna o periferiche e alle 9 stazioni complementari senza scopo di lucro.
Fonte: Comunicato stampa del DATEC
La decisione era attesa e non crea sorprese (forse qualche per me ingiustificato mal di pancia nei corridoi della RTSI). Le concessioni (e la quota parte del canone) consolidano però il panorama dei media "classici" nella Svizzera italiana.
Per 350 mila abitanti (un piccolo quartiere di Milano) 2 televisioni (con 3 canali), 3 radio (e 5 reti), 3 quotidiani, 2 domenicali e un grande numero di stampati settimanali o periodici.
Manca ancora il censimento dei nuovi media o dei social network che, in un modo o nell'altro, hanno radici nella Svizzera italiana.
Il web nella Svizzera italiana non è infatti solo Ticinonline o Ticinolibero o, nel Grigioni, Il Bernina.
Coltivo sempre il sogno (progetto) di una casa per i blogger ticinesi, un aggregatore dei post che giornalmente vengono pubblicati nella Svizzera italiana o da persone che hanno radici o stretti contatti con questa terra. Chi vuole collaborare?