Sul Giornale del Popolo del 2 gennaio, Enrico Morresi esprime un auspicio per il 2009: "Impariamo a costruire la Città Ticino".
La Città Ticino é l'idea guida del nuovo Piano Direttore cantonale.
Per il momento é soltanto un concetto, un'indicazione per la pianificazione del territorio.
A mio avviso, invece, deve essere molto di più.
Pensare al Ticino come ad un'unica città-regione non significa urbanizzare e cementificare tutto il Cantone e nemmeno trasformarlo nella grande periferia di Lugano.
Al contrario. Il modello della Città Ticino é l'opportunità di fondare lo sviluppo di tutto il Cantone su:
- una reale e concreta solidarietà cantonale tra i Comuni, tra le regioni e tra i cittadini;
- il superamento di antagonismi, gelosie e contrapposizioni tra Sopra e Sottoceneri, tra regioni urbane e di montagna, tra Comuni e regioni con (forti) differenze nelle risorse fiscali;
- il riconoscimento di una pari dignità ad ogni regione del Cantone ciascuna con un proprio ruolo complementare per lo sviluppo del Ticino e con la responsabilità di assumere funzioni e compiti specifici e diversi;
- la volontà di ciascuno (enti pubblici e privati) di lavorare per il benessere di tutto il Ticino.
(cfr. risposta della co.re.ti. alla consultazione sul Piano direttore cantonale; giugno 2005)
Condivido e sottoscrivo l'opinione di Enrico Morresi: il concetto della Città Ticino deve diventare un elemento centrale della cultura politica e, più in generale, della mentalità dei ticinesi. Esso potrebbe / dovrebbe guidare la discussione e le scelte su alcuni temi importanti e costosi.
Alcuni esempi? Il nuovo stadio di calcio nel Bellinzonese, la nuova pista di ghiaccio per l'Ambrì, il Centro culturale di Lugano, la ripartizione dei canoni d'acqua e le differenze nei moltiplicatori d'imposta.
Sono d'accordo, in particolare, con la sua conclusione:
"La Città Ticino è ancora troppo nelle speranze e troppo poco nelle mentalità. Mi auguro che il 2009 consenta di avviare la discussione su percorsi meno pigri e scontati che nel passato".
Secondo il Giornale del Popolo di giovedì 24 luglio, il Cantone Ticino sarebbe diventato "proprietario di alcune donne che lavorano come artiste in un locale notturno".
Una nuova strategia per migliorare le finanze cantonali? Una sorta di "uovo di Colombo" per un Cantone che spesso si illude di risolvere i suoi problemi applicando il cosiddetto "Tortuga modell" (dal nome di un ritrovo luganese balzato agli onori della cronaca all'inizio del secolo e non solo per una conosciuta "fontana di cristallo").
Del resto, se non fosse vietato per ragioni etiche e dal rispetto dei diritti dell'uomo, è risaputo che per "fare soldi" basterebbe acquistare deteminate categorie di persone (ciascuno metta chi vuole) per il loro valore effettivo e poi rivenderle per quanto esse pensano di valere.
Ecco qui lo scoop del Giornale del Popolo che, per coerenza con la linea editoriale, lo ha però confinato in una breve