Il Consiglio di Stato (o governo) del Ticino ha presentato ieri le sue proposte per raggiungere, entro il 2011, l'obiettivo di non spendere di più di quanto incassa. È la cosiddetta "manovra finanziaria".
Oggi i giornali riferiscono e commentano. Con toni e atteggiamenti diversi.
Sul Giornale del Popolo, Fiorenzo Dell'Era veste i panni del "sacerdote ministeriale"
dando la dignità di un commento ad una diligente cronaca; per lui, "I conti tornano".
Per La RegioneTicino, Aldo Bertagni, è critico, ma non come lascerebbe supporre il titolo "La manovra senza svolta del pilota azzoppato". Gli riconosco il coraggio di sussurrare un possibile lieve aumento (50 - 80 Franchi) delle imposte per anche per i redditi più bassi.
Il Corriere del Ticino affida a Giovanni Galli il compito di dire "Troppo comodo risanare così" e di esprimere un fermo NO ad aumenti delle imposte che sembrano essere il fulcro della manovra.
Il filo rosso che unisce i tre commenti mi sembra essere la sensazione che alla chiarezza delle proposte per le nuove entrate faccia da contraltare la vaghezza delle proposte (a volte solo intenzioni) per i risparmi. Nella maggior parte dei casi, però, più che di risparmi si tratta piuttosto di una "correzione di tendenza".
Condivido questo filo rosso. O meglio: sarà una delle chiavi di lettura per l'esame di dettaglio delle proposte.
Breve glossario:
risparmio = oggi spendo 100.- Fr. e domani voglio spenderne solo 80.- con un risparmio vero del 20%
correzione di tendenza = oggi spendo 100 Fr. ma domani prevedo di spenderne (perché devo o perché vorrei) 150.-. Decido però di provare a spendere solo Fr. 120.-. In questo modo ottengo un "risparmio" di 30 Fr. (20%) ma ne spendo comunque 20 più di oggi.
Venerdì 2 luglio. Sono le sei. Una buona ed inattesa notizia: Ingrid Betancourt e altri ostaggi detenuti dalle FARC sono liberi.
Le prime notizie sono frammentarie. Poi nel corso della giornata, si impone la versione del governo colombiano: la liberazione è il risultato di un'operazione militare (o di spionaggio).
Le immagini di Ingrid Betancourt libera, con la madre, con i figli, mentre ringrazia Dio, la Vergine Maria e gli uomini per la sua liberazione fanno il giro del mondo. Suscitano gioia ed emozioni.
Poi, inevitabili (?) sono arrivate le strumentalizzazioni e le polemiche.
Sul tema segnalo i dossier di www.swissinfo.org, della Radio Suisse Romande e di AgoraVox, un sito che dà spazio e voce ai cittadini.
In particolare, mi ha particolarmente colpito il confronto tra lo spazio riservato ad Ingrid Betancourt e l'attenzione dedicata agli altri ostaggi o, ad esempio, a due giovani francesi, di 20 anni, assassinati a Londra dopo essere stati torturati (qui).
"Se la vita, presa singolarmente, non ha prezzo, essa ne ha uno nel confronto e nel numero. Per i media una vita può valere un milione di vote più di altre anche loro rubate a persone in carne ed ossa, a persone che, anche loro, hanno una famiglia e degli amici".
L'emozione che ogni fatto (bello o triste) suscita in noi è sempre proporzionale alla conoscenza e ai sentimenti che ci legano alle persone direttamente coinvolte. È normale, anzi umano.
A volte però è difficile scacciare l'impressione che l'attenzione e l'emozione suscitata dai media attorno alla storia di una o più persone giochi su questa debolezza umana per piegarla ad altri fini: l'audience, la tiratura o qualche altro ancora. Anche ideale.