Domenica 8 febbraio dovremo esprimerci con un voto sul rinnovo dell'Accordo tra la Svizzera e l'Unione Europea per la libera circolazione delle persone e la sua estensione a Bulgaria e Romania. Io voterò SI.
Su cosa si vota
Il dibattito preelettorale viene volentieri ristretto all'estensione della libera circolazione delle persone a Bulgaria e Romania. Il risultato della votazione, non riguarda però solo questi due Paesi (e le 362 persone che, nel primo anno, potrebbero venire in Svizzera), ma l'insieme degli Accordi bilaterali con l'UE.
Gli Accordi bilaterali tra la Svizzera e l'Unione Europea (con 15 Stati) sono in vigore dal 1 giugno 2002 per un periodo iniziale di 7 anni (fino al 31 maggio 2009).
Con l'Accordo sulla libera circolazione delle persone giungono perciò a scadenza anche quelli su:
- gli Appalti pubblici
- gli Ostacoli tecnici al commercio
- il commercio di prodotti agricoli
- il trasporto aereo
- il trasporto di merci e persone su strada e ferrovia
- la cooperazione scientifica e teconolgica
Per effetto della cosiddetta "clausola ghigliottina" il mancato rinnovo da parte della Svizzera dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone potrebbe avere quale conseguenza la disdetta,da parte dell'UE degli altri accordi. Sarebbero inoltre verosimilmente ridiscussi anche gli Accordi di Schengen e Dublino molto importanti per la lotta alla criminalità e la sicurezza e per la gestione dei problemi legati ai richiedenti l'asilo.
Le conseguenze di un NO
Sono preoccupato soprattutto per le conseguenze della possibile disdetta dell'Accordo sugli ostacoli tecnici al commercio. Grazie a questo accordo, le aziende che producono in Svizzera hanno la garanzia che i prodotti giudicati conformi alle prescrizioni tecniche in Svizzera lo siano automaticamente anche sui mercati dei 27 Paesi dell'UE senza la necessità di ulteriori certificazioni.
Il risparmio per l'industria svizzera è stimato da 200 a 500 milioni di franchi all'anno.
È molto probabile che l'assenza di questa garanzia porti al trasferimento all'estero della produzione e/o della distribuzione e ad una perdita di posti di lavoro.
Questo rischio e le altre conseguenze di una possibile disdetta degli Accordi bilaterali sono minimizzati da chi sostiene il NO.
Viceversa viene esagerato il possibile afflusso di nuovi lavoratori da Romania e Bulgaria (e le conseguenze sulla disoccupazione e le assicurazioni sociali).
Dove sono gli idraulici polacchi?
Gli stessi fantasmi erano sbandeirati nell'autunno 2005 quando abbiamo dovuto votare per l'estensione degli Accordi bilaterali a Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e Cipro.
Sembrava che saremmo stati invasi da eserciti di "idraulici polacchi".
La realtà è stata diversa. Se nel 2000/01 i lavoratori provenienti da questi Stati erano 2'447, nel 2006/07 (dopo l'entrata in vigore della libera circolazione) sono stati 3'812 (per effetto anche delle norme valide per i primi anni).
Anche con Romania e Bulgaria ci sarà un periodo transitorio.
Nel primo anno saranno ammessi 362 persone con un permesso di 12 mesi o più e 3'620 per un periodo da 4 a 12 mesi. Nel quinto anno il totale aumenterà a 1'046, rispettivamente 9'090.
Perché voterò SI
Per me gli Accordi bilaterali sono complessivamente vantaggiosi per la Svizzera. Le analisi a 6 anni dalla loro entrata in vigore dimostrano che "gli Accordi bilaterali I tra Svizzera e UE creano condizioni quadro vantaggiose per le relazioni tra la Svizzera e il suo partner economico di gran lunga più importante".
Non nego che ci siano anche dei problemi (specie in Ticino): si tratta però di affrontarli e risolverli. Con impegno, umiltà e tolleranza.
Senza Accordi bilaterali questi problemi sarebbero ben maggiori.
Per saperne di più consulta:
il dossier di www.swissinfo.ch
il messaggio del Consiglio federale
il testo del protocollo per l'estensione a Bulgaria e Romania
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