(s)Punti di vista

Il mio punto di vista sulla realtĂ  della Svizzera italiana e del mondo

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Utente: eruner07
Nome: Matteo Oleggini
Vivo in Ticino, Svizzera italiana; lavoro a Bellinzona. Sono un copywriter o, meglio, un artigiano della scrittura. Il mio lavoro si divide fra due attivitĂ  unite dalla sfida della comunicazione e, per me, dalla possibilitĂ  di esercitare la passione per la scrittura. Curioso, ho scoperto il networking e mi sto appassionando al marketing non convenzionale o virale.


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mercoledì, 18 aprile 2007

Touche pas Ă ...

Lo scorso 1. Aprile, le elettrici e gli elettori della Repubblica e Cantone del Ticino hanno votato per eleggere il Consiglio di Stato (il governo) e il Gran Consiglio (il parlamento). La partecipazione è stata discreta: 62.1 %, in aumento rispetto a 4 anni fa (59.4%).
La grande novità è stata la possibilità di dare voti ai singoli candidati senza dovere necessariamente esprimere anche il voto ad un partito (cioè sulla scheda senza intestazione). Un’opportunità utilizzata da quasi 15 elettori su 100 per il governo e da 17 elettori su 100 per il parlamento.
Qualche partito si sta leccando le ferite. Ma invece di chiedersi il perché molti hanno deciso di non più «turarsi il naso» per dover votare, se la prende con questi elettori tacciandoli di qualunquisti.

I Ticinesi si sono però anche confermati gelosi del loro diritto di dare un voto preferenziale ai candidati che figurano sulla propria lista (per la maggioranza che ha espresso anche il voto di partito) o sulle altre (il cosiddetto voto di panachage).
Pochissimi (4 su 100 per il governo e 7 su 100 per il parlamento) coloro che hanno rinunciato a far uso di questo diritto. Alcuni hanno addirittura espresso preferenze solo a candidati di altri partiti.
Le tensioni fra i candidati, l’aumento (a 5, rispettivamente 90) delle preferenze che possono essere espresse e la scheda senza intestazione hanno fatto esplodere il numero delle preferenze.Quasi 400'000 voti preferenziali per il governo (erano stati 243'500 nel 2003) e 1'903'088 per il parlamento (1'013'485 nel 2003). Mediamente, chi ha fatto uso del proprio diritto di esprimere anche un voto preferenziale ne ha espressi 3.2 per il governo (su 5) e 16.1 (su 90) per il parlamento.
E qualche deputato uscente, convinto che i voti preferenziali raccolti quattro anni prima sarebbero stati sufficienti… è rimasto a casa con la piva nel sacco.

In materia di diritti elettorali i ticinesi sono stati chiari «Toglieteci tutto (anche la fiducia nei partiti) ma non il diritto di panachage».
postato da: eruner07 alle ore 07:16 | link | commenti (4)
categorie: attualitĂ , a futura memoria
giovedì, 05 aprile 2007

Laici, laicisti e clericali

Le elezioni ticinesi sono alle spalle. Nel 2007 (come 20 anni fa, proprio il 5 aprile) un consigliere di Stato in carica (Marina Masoni) non è stato rieletto ed ha dovuto lasciare la poltrona ad altri (Laura Sadis, del suo stesso partito) (*)

L'arrivo di Laura Sadis in Governo, le dimissioni del presidente del partito di ispirazione cristiana, la necessità per altri di profilarsi (anche) in vista delle prossime elezioni nazionali potrebbero rilanciare il dibattito (e le tensioni) fra i diversi modi di intendere il rapporto fra la religione e la società (prima ancora che la politica).
Gli indizi non mancano. Ne cito due.
Le discussioni in merito al futuro dell'insegnamento religioso nelle scuole dell'obbligo e la proposta (della stessa Laura Sadis) di sostituire l'attuale insegnamento della religione cattolica ed evangelica (la definizione dei programmi e la nomina degli insegnanti competono all'autorità ecclesiatica) con un'ora di cultura religiosa che possa essere una risposta ai problemi di potenziale conflittualità in una società sempre più multiculturale e multietnica.
Sul fronte "opposto", alcuni giovani hanno annunciato di avere dato vita ad un «Movimento d'azione sociale» che, tra i suoi scopi ha anche quello di «essere più politicamente aggressivo [...] soprattutto per quel che riguarda i temi della cultura e della tradizione cristiana, da difendere assolutamente ...».

Quale contributo alla riflessione (che spero si traduca anche in azioni e proposte concrete) ecco un interessante articolo di Marcello Pera su «Il rischio clericale»



(*) Una nota per il mio amico Stef.
L'estromissione dell'on. Masoni è stata una decisione chiara (grosso modo 10'000 voti di differenza) determinata dalla preferenze degli elettori che hanno scelto altri partiti (o la lista senza intestazione). Gli elettori che hanno scelto la lista del PLRT hanno invece sancito una sostanziale parità fra le due signore. Per maggiori dettagli vedi qui e qui.
postato da: eruner07 alle ore 13:31 | link | commenti
categorie: pensieri e riflessioni, attualitĂ